Il vero valore di questa etichetta risiede nella provenienza delle uve che arrivano quasi interamente da parcelle situate nei comuni nobili di Puligny e Chassagne, declassate solo per questioni di confini amministrativi. È un vino che possiede il carattere e la razza di un fuoriclasse ma viene proposto come un regionale grazie al talento cristallino di due dei migliori interpreti della nuova generazione.
L'annata 2023 è stata generosa e solare ma nelle mani dei Bachelet diventa elettrica e si allontana dallo stereotipo dello Chardonnay burroso del passato. Il vino si apre subito con un naso dominato dalla riduzione nobile che profuma di pietra focaia, fiammifero appena acceso e scorza di lime. Al palato la maturità del frutto come la pesca bianca e la mela è perfettamente bilanciata da una struttura acida vibrante che fa salivare all'istante. La scelta di usare legni grandi e di non muovere il vino lo mantiene teso e scattante, regalando una mineralità gessosa e una verticalità che solitamente appartengono a bottiglie molto più ambiziose.
| Tipo (Vini): | Fermi |
| Colore: | Bianco |
| Denominazione: | Bourgogne Cote D'or |
| Nazione: | Francia |
| Regione geografica: | Borgogna |
| Annata: | 2023 |
| Formato (Vini): | Bottiglia (0,75L) |
| Mood bevitore: | Easy |
| Macro area: | Bourgogne |
| Mood produttore: | Classico |
| Mood struttura: | Leggero E Fresco |
| Mood beva (Vini): | Grande Beva |
| Tipologia (Vini): | Fermo |
| Zone Wild: | Borgogna Moderna |
| Vitigno Principale: | Chardonnay |
| Affinamento principale: | Legno |
Bachelet Monnot
I fratelli Marc e Alexandre, dal 2005 a Dezize-lès-Maranges: 20 ettari dalle Maranges ai Grand Cru, bianchi di grande tensione.
Marc e Alexandre Bachelet hanno risvegliato la bella addormentata Maranges lavorando con una precisione maniacale che ha trasformato terre rustiche in vini di alta sartoria. Sono artigiani ossessionati dalla tensione che in cantina evitano il rimescolamento delle fecce perché cercano vini dritti e affilati invece che zuppe grasse e legnose.