Esaurito
Josef Ellis

Josef

Ellis

49,50 €
90% manzoni bianco, 10% tokai di san martino (clone gardesano).
Quantità

Nome della Nonna, viene vendemmiato subito dopo ferragosto e muffato con botrite nobile in piccole cassettine, successivamente vinificato dopo 1 mese. Affinamento per metà in botte di rovere e per metà in vetroresina, successivamente 2 anni in bottiglia.

Tipo (Vini): Fermi
Colore: Bianco
Nazione: Italia
Regione geografica: Lombardia
Annata: 2018
Formato (Vini): Bottiglia (0,75L)
Mood bevitore: Expert
Biodinamico: Agricoltura Sostenibile
Alcolico: Si
Mood produttore: Sperimentale
Mood struttura: Media Struttura
Mood beva (Vini): Verticale E Persistente
Tipologia (Vini): Fermo
Zone Wild: Alto Mincio
Vitigno Principale: Manzoni Bianco
Affinamento principale: Legno
J

Josef

Lombardia, Italia

Alti colli mantovani: Luca Francesconi recupera i vitigni autoctoni tra Garda e Mincio, 5,5 ettari, vini dal passato.

Josef sta a Ponti sul Mincio, dove le colline moreniche guardano la coda del Garda defluire nel Mincio. Qui Luca Francesconi, nel 2014 e senza alcun legame con questo mondo, ha iniziato a lavorare vecchi appezzamenti di varietà autoctone presi in affitto, ampliandoli con selezioni massali fino agli attuali 5,5 ettari tra Cavriana, Monzambano e Ponti sul Mincio. Nella terra del Lugana vincente, Luca rimette a dimora Negrara Trentina, Schiava, Rossetta, Rondinella, Garganega, Rossanella, Marzemino, Bianca Fernanda, sempre in assemblaggio, all'insegna della coralità. Lavorazioni solo a mano tra filari a volte centenari, niente prodotti di sintesi, pratiche biodinamiche: vini dal passato, territoriali e coraggiosi.
Josef. Ponti sul Mincio. Alti colli mantovani.
Alle spalle di Peschiera del Garda, dove le colline moreniche guardano la coda del Lago di Garda defluire nel Mincio, Luca Francesconi realizza un'idea intima, personale e controcorrente. Nel 2014 senza alcun legame con questo mondo, decide di lavorare vecchi appezzamenti di varietà autoctone presi in affitto e di ampliarli negli anni a seguire (con selezioni massali) sino agli attuali 5,5 ettari dislocati nei comuni di Cavriana, Mozambano e Ponti sul Mincio. Ma questa è la terra dove domina indiscusso il Lugana, vino vincente e idolatrato (all'estero, in primis in Germania), il che rende questa scelta ancora più drammatica e meritevole.

Luca riscopre e mette nuovamente a dimora i varietali di questo territorio stretto tra il Garda e le alte colline mantovane, proponendoli sempre in assemblaggio all'insegna di un'idea di coralità e pluralità che lo seguirà in tutte le sue scelte (vigna, cantina, assemblaggi). Filari di Negrara Trentina, Schiava, Rossetta, Tokai, Rondinella, Garganega, Rossanella (o  Molinara), Marzemino, Trebbiano, Marzemino Padovano o Bianca Fernanda si alternano ad alberi da frutto o interfila dove crescono spontanee colture utili ad una biodiversità che è ricchezza di vita in vigna.

Le lavorazioni sono solo a mano, minuziose, minimali, tra apezzamenti sparsi di qua e di là, fatti di pochi filari, a volte centenari, in alcuni casi senza portainnesto. Nessun ricorso a prodotti di sintesi, atti e gesti sono ispirati a pratiche biodinamiche. In cantina si assecondano stagione, tempi di fermentazioni e caratteristiche delle uve. Solo lieviti indigeni, nessun controllo delle temperature, nessuna filtrazione o attività che possa piallare l'identità che terra e andamento climatico hanno assegnato all'uva. Vini dal passato, territoriali e coraggiosi.

Annata: 2018
Vitigni: 90% manzoni bianco, 10% tokai di san martino
Alcol: 15%
Formato: 0.75l
Tipologia: Vino Bianco
Contiene Solfiti - Conservare in luogo fresco - Origine Italia
Prodotto da Luca Francesconi - Ponti Sul Mincio (MN)  - Italia

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