Sintesi liquida del terroir di Lucolena, il Chianti Classico "Coste di Felice" nasce da vigne di circa quindici anni radicate su uno dei versanti più alti e ventilati dell’intera denominazione. È un Sangiovese in purezza che sposa un’enologia di sottrazione, dove la freschezza montana prevale nettamente sulla muscolarità attraverso una vinificazione rigorosa: diraspatura totale, fermentazione spontanea in cemento con trenta giorni di macerazione e affinamento di dodici mesi in botti grandi di rovere da 25hl. Al naso emergono ciliegia croccante, ribes e l’inconfondibile nota balsamica di menta, anticipando un sorso agile e scattante che si chiude con un tannino nobile e un finale salino dalla beva compulsiva.
| Tipo (Vini): | Fermi |
| Colore: | Rosso |
| Denominazione: | Chianti Classico DOCG |
| Nazione: | Italia |
| Regione geografica: | Toscana |
| Annata: | 2023, 2024 |
| Formato (Vini): | Bottiglia (0,75L) |
| Mood bevitore: | Easy |
| Mood produttore: | Classico |
| Mood struttura: | Media Struttura |
| Mood beva (Vini): | Morbido E Rotondo |
| Tipologia (Vini): | Fermo |
| Vitigno Principale: | Sangiovese |
| Affinamento principale: | Legno |
Castellaccio
Quattro generazioni in bio tra Lamole e Lucolena: Chianti Classico d'altura, vigne tra i 500 e i 700 metri.
Davide Bottai rappresenta la quarta generazione della famiglia a produrre vino a Castellaccio. Con il suo arrivo, l'azienda ha ritrovato un'identità precisa: un Chianti Classico che nasce solo da altitudine, da vigneti posti tra i 500 e i 700 metri, tra Lamole e Lucolena, un mosaico che include non solo alcuni dei vigneti più alti della denominazione, ma addirittura il più alto di tutto il Chianti Classico. Queste quote portano una luce diversa, una ventilazione costante e un equilibrio naturale che orienta il progetto verso una sola direzione: Sangiovese puro, biologico, trasparente, lavorato per raccontare il territorio senza filtri. Il lavoro di Davide unisce tradizione familiare e visione contemporanea: fermentazioni spontanee, niente chiarifiche, interventi minimi, ossessione per la selezione delle uve e ricerca della più totale integrità del frutto. È un ritorno alla montagna del Chianti Classico, a una zona un tempo quasi dimenticata e oggi di nuovo protagonista.